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Roccella
Valdemone, una breve storia del paese.
L'abitato
di Roccella Valdemone sorge nei pressi delle propaggini occidentali
dei Peloritani meridionali e al confine con siffatta catena montuosa
e la porzione orientale dei Nebrodi. Probabilmente il paese prende
il nome dalla imponente presenza di due rocche, settentrionale
e meridionale, le quali dominano l'abitato, donando rispettivamente
allo stesso l'aspetto suggestivo di un'enorme fortezza. Sulle
origini di Roccella i resoconti della storia sembrano indugiare
poco: in realtà si sconosce la possibile presenza di un
insediamento in questi luoghi prima del 1112 d.C., anno in cui
si data un diploma del re normanno Guglielmo II il buono, indirizzato
ad un abate Ilarione e nel quale trovasi la conferma di un atto
di donazione operato dalla contessa Adelaide e inerente luoghi,
nei quali sarebbe sorto un monastero dedicato a S. Nicola di Pellera.
Si ritiene che con buona probabilità siffatto monastero
sorgesse nei pressi dell'attuale abitato di Roccella Valdemone,
la cui matrice è attualmente intitolata per l'appunto a
S. Nicola, e in tempi certamente antecedenti al 1112 d.C. Il suddetto
monastero di S. Nicola di Pellera divenne grangia o dipendenza
del monastero del S. Salvatore di Messina nell'anno 1130 d.C.
e nell'ottobre del 1144 un atto pubblico del re normanno definì
con esattezza i confini di questo istituto religioso della Val
Demone oltre a renderlo a sua volta detentore delle grange di
S. Andrea di Mazzarrà e S. Nicola de Petra, con terra e
mulino in contrada Maniace. Poche altre notizie illuminano sul
passato del monastero: un documento del febbraio 1141 ricorda
l'esistenza di un certo Leonzio sacerdote, che si sottoscrive
"Leontios ieromonazon o tes Pallas"; si apprende come
già durante la metà del XVI secolo questa istituzione
religiosa e le relative grange fossero in rovina, "destructum
et desolatum".
Non si apprende nient'altro sulle antiche origini dell'insediamento
di Roccella Valdemone. Possibilmente il monastero avrà
svolto anche funzioni di accentramento dell'abitato sparso nelle
campagne, favorendo la nascita di un borgo, della cui conformazione
ed estensione non si conosce nulla. Con la certezza delle fonti
(V. Amico) si apprende l'esistenza di un castello, edificato sulla
sommità della rocca piccola e completamente in rovina agli
inizi del XVIII secolo. Forse le origini di questa struttura fortificata
furono di poco successive a quelle del monastero, sebbene non
sia possibile stabilire quale tipo di relazione esistesse tra
la l'edificio sacro e quello militare e tra entrambi e il possibile
abitato. Si è comunque certi che la storia ha ancora tanto
da raccontare sul paese di Roccella Valdemone, abitato fra i più
suggestivi di Sicilia.
Testi
e foto: Giuseppe Tropea
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