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S.
Maria della Stella di Spanò (Randazzo)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio - Il monastero fortificato sorge su di una rupe
calcarea tra Adrano e Troina, a circa 400 m. s.l.m.
indice
Descrizione storica - 1089
d.c.: secondo una notizia tramandata per tradizione Urbano II
in viaggio per Troina, sosta a Randazzo, ove concede all'arciprete
della chiesa di S. Maria il titolo abbaziale, donando al nuovo
abate anche una giurisdizione su alcune terre circostanti, fra
le quali Spanò.
Settembre 1263: "in situ et territorio Trayne", un certo
Nicola di Troina fonda il monastero cistercense di S. Maria della
Stella di Spanò.
1282: Damiano Spatafora da re Pietro sembra sia stato insignorito
di Spanò. Poteva trattarsi, però, solo del feudo,
in seguito anch'esso donato all'abbazia di S. Maria di Novara
dalla vedova dello stesso Damiano. In anni di grandi incertezze
per il destino della Sicilia, due entità distinte presenti
nello stesso territorio, monastero e feudo, subiscono il medesimo
destino. Non si esclude che tra la famiglia dei "Troina"
e gli "Spatafora" vi fosse un grado di parentela.
Febbraio del 1310: tutti i beni e le sostanze della Stella entrano
a far parte del monastero, altrettanto cistercense, di S. Maria
di Novara.
1348: Spanò, probabilmente il feudo, rientra nell'elenco
dei siti dipendenti dal giustizierato di Randazzo.
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Descrizione unità topografica
e architettonica - In una lontana porzione del comune di Randazzo,
compresa tra i territori di Bronte, Adrano e Troina, sorge il
"Castello di Spanò". Le principali costruzioni
del monastero "fortificato", un edificio sacro e una
torre, si impiantano su di un banco di roccia calcarea tra il
Simeto e il "Fiume di Sotto di Troina".
L'edificio sacro si compone di un'aula rettangolare, coperta da
volta a botte rinforzata con catenacci lignei e ferrei, e di un
transetto (il presbiterio) triabsidato. Delle tre absidi, ciascuna
caratterizzata da una monofora a doppio strombo, quella centrale,
all'esterno, regge una seconda più piccola abside, la quale
non trova all'interno alcuna corrispondenza. Un elemento di grande
interesse è il portale d'ingresso alla chiesa: esso è
archiacuto e modellato ad archivolti progressivamente rincassati.
Intorno al portale la tecnica muraria in conci di calcare ben
squadrati contribuisce a magnificare il prospetto principale.
Poco sopra l'ogiva dell'ingresso, trova posto un rilievo raffigurante
una croce inscritta in un cerchio, al di fuori del quale stanno
affrontati due dischi, il sole e la luna: pare trattasi della
famosa croce ad otto punte dell'Ordine dei Templari. L'estremità
del braccio inferiore di questa croce presenta una terza punta,
simboleggiante un pugnale atto a sorreggere la croce medesima,
che prende il nome di "croce fichè". Questo prominente
simbolo indicherebbe la frequentazione del monastero da parte
di monaci cistercensi, come denunciato dal documento di fondazione,
e da parte dei cavalieri Templari, se non addirittura la configurazione
di S. Maria della Stella di Spanò nella forma di una magione
templare. In realtà anche le date di fondazione e di cessione
del monastero corrispondono a due periodi fondamentali per la
storia dei cavalieri del Tempio. Nel 1263 papa Urbano IV conferma
la scomunica di Manfredi e concede la Sicilia in feudo a Carlo
I d'Angiò. Se sotto Federico II e Manfredi i templari avevano
subito una politica sfavorevole, tutta rivolta a ingrandire i
possedimenti dei cavalieri teutonici, l'arrivo di Carlo d'Angiò
indica una svolta, nella quale l'ordine del Tempio riesce a trovare
nuovo vigore. La data del 1310 rientra nel periodo della persecuzione
dei templari ad opera di Filippo il Bello. La repentina cessione
di S. Maria della Stella di Spanò al monastero di S. Maria
di Noara (cessione tentata già l'anno prima, nel 1309),
indicherebbe la volontà di non lasciar cadere in mani estranee
l'abbazia che nell'atto di fondazione mai sarebbe dovuta diventare
grangia di un altro monastero.
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Cronologia - fondazione
nel 1263, sconosciuto l'anno di abbandono del monastero, che ai
giorni nostri è utilizzato come magazzino e porcile.
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Bibliografia - Fazello,
De rebus Siculis libri Decades Duae, p. 656; Filangeri, La chiesa
cistercense di Santa Maria di Spanò (Randazzo), fra documenti
scritti e documenti di pietra Archivio Storico Messinese, 1995,
pp. 13-56 ; Plumari, Storia di Randazzo, manoscritto; Radice B.,
Memorie storiche su Bronte, pp. 148-149; Sparti A., De Fundazione,
dotatione ed dedicatione ecclesie Sancte Marie de Spanò,
Archivio Storico Messinese, 1995, pp. 57-72; Tropea G., Spanò:
un'abbazia tra cistercensi e templari, Sikania, num. 223, aprile
2005.
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I
misteri del monastero ---->
Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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