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I misteri del
monastero di S. Maria della Stella di Spanò
Tutto quello che ruota attorno al monastero di S. Maria della
Stella di Spanò, sembra possedere quanto meno un carattere
di singolarità, che spinge in ogni caso ad un ulteriore
approfondimento soprattutto riguardo ad alcune peculiarità
architettoniche, che sembrano non trovare riscontro sull'isola
in altre strutture della medesima epoca.
L'attenzione si sposta in particolar modo sull'abside centrale,
sulla cui copertura esterna si impianta, curiosamente, un'abside
più piccola. Il mistero sull'utilità di questa "appendice"
si infittisce qualora si consideri che essa, all'interno, non
trova alcuna corrispondenza: al di sopra del catino dell'abside
principale, infatti, non si osserva alcuna altra concavità.
La mancanza di un vano interno al di sopra dell'abside centrale
potrebbe essere il risultato dei restauri ottocenteschi, che presumibilmente
avrebbero chiuso l'ambiente, creando un'unica parete intonacata
di bianco. Tuttavia è anche possibile che l'absidiola non
fosse compresa nel progetto originario della chiesa e che si tratti
di una aggiunta posteriore, della cui utilità non siamo
comunque informati. Ma anche questa seconda ipotesi al pari della
prima non è verificabile, poiché l'intera superficie
esterna dell'edificio sacro, tranne il prospetto principale, è
stata uniformata attraverso un pesante intonaco grigio, che non
permette più di apprezzare le peculiarità di una
possibile decorazione medievale. Non è improbabile che,
infatti, le absidi fossero arricchite con lesene e archi, similmente
a chiese relativamente coeve come l'Annunziata dei Catalani e
S. Francesco a Messina.
Non è ipotesi impossibile ritenere tale appendice dell'abside
centrale alla stregua di una sepoltura priviliegiata. Il significato
simbolico sarebbe molto forte, poiché la chiesa è
orientata con l'ingresso principale ad ovest e le asbisidi rivolte
a Gerusalemme, verso oriente. Una deposizione tombale al di sopra
dell'abside superiore proietterebbe idealmente il defunto, un
defunto importante come, ad esempio il primo abate del monastero,
in suolo sacro ierosolimitano. Inoltre l'absidiola probabilmente
nel suo interno è cava, giacchè, al contrario, rischierebbe
di sfondare la copertura dell'abside maggiore su cui poggia.
Ad est delle absidi della chiesa, sul medesimo affioramento roccioso
sul quale si impianta il monastero, si possono osservare i ruderi
di una struttura circolare: si tratta, presumibilente, di quanto
rimane di una torre circolare, costruita con pietra locale non
lavorata, legata insieme da malta e con inzeppataure di frammenti
di laterizi. Non siamo in grado di stabilire se questa torre sia
stata costruita contemporaneamente al resto del monastero. E'
possibile che l'edificio sia quanto rimane dell'originaria torre
campanaria, che poteva svolgere, in caso di necessità,
funzioni sia difensive, sia di controllo del territorio circostante.
Ma le singolarità che il monastero e il sito di S. Maria
della Stella di Spanò offre al visitatore, non finiscono
qui. Risulta particolarmente curioso il blasone della relativa
famiglia Spanò, poiché esso è pieno di simboli,
che sembrano richiamare particolari significati: all'interno di
uno scudo si osservano sulla destra un leone rampante affrontato
ad una palma; all'opposto, in alto a sinistra, una piccola croce
rossa. Ciascun elemento, esaminato singolarmente, merita riflessione:
la croce rossa, pur richiamando molti significati, non si dimentichi
che era il simbolo più importante dei sacri ordini militari,
soprattutto dei templari; La palma è un albero prettamente
orientale, per quanto non abbia problemi a prosperare in Sicilia;
infine il leone, al di là di tutti i simboli a cui potrebbe
fare riferimento, è l'unico animale che i templari potevano
cacciare, come parrebbe indicato nella loro regola. Dei tre simboli
quello della croce rossa è comunque il più interessante,
poiché è un elemento poco presente nei pur numerosi
blasoni delle nobili famiglie siciliane. Inoltre, ognuno dei tre
simboli osservato singolarmente desterebbe certamente pochi sospetti,
ma il fatto che si trovino tutti insieme all'interno di uno stemma
di famiglia, della cui storia attualmente poco si conosce, richiamerebbe
alla mente l'ipotesi che un tempo gli Spanò fossero legati
ad un ordine religioso militare, presumibilmente i templari.
In ultima analisi rimane da chiedersi ove un tempo sorgesse il
casale di Spanò. Quello che oggi rimane è solo il
complesso fortificato simbolo del controllo territoriale. Dove,
però, vivesse la gente umile, contadini e pastori, è
difficile a dirsi. Ai giorni nostri un piccolo agglomerato di
abitazioni si trova circa un chilometro ad occidente dell'edificio
sacro; è possibile che questo minuscolo abitato, pur rimaneggiato
nei secoli, sia quanto rimane del casale o borgo medievale di
Spanò.
Bibliografia - Fazello,
De rebus Siculis libri Decades Duae, p. 656; Filangeri, La chiesa
cistercense di Santa Maria di Spanò (Randazzo), fra documenti
scritti e documenti di pietra Archivio Storico Messinese, 1995,
pp. 13-56 ; Plumari, Storia di Randazzo, manoscritto; Radice B.,
Memorie storiche su Bronte, pp. 148-149; Sparti A., De Fundazione,
dotatione ed dedicatione ecclesie Sancte Marie de Spanò,
Archivio Storico Messinese, 1995, pp. 57-72; Tropea G., Spanò:
un'abbazia tra cistercensi e templari, Sikania, num. 223, aprile
2005.
Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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