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Galati
Mamertino (252
II S.O. Galati Mamertino)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Centro urbano, sommità del borgo vecchio.
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Notizie storiche - Si apprende che Galati, nel 1081, è
compresa nella diocesi di Troina, mentre decenni dopo, nel 1150,
Edrisi la descrive come "
difendevole fortilizio tra
eccelse montagne, e popolato e prosperoso". Nel 1116 Galati
(definita "astu") è infeudata a Eleazar Mauvelier,
il quale nel 1123 fonda la chiesa di Sant'Anna in castro Galati.
Bernard de la Grange è signore di Longi e Galati nel 1276.
Già nel 1291 entrambi gli abitati vengono ceduti dall'infante
Federico a Riccardo Loria. Ancora la terra di Galati diventa possesso
di Bartolomeo Aragona nel 1392, secondo volontà di Martino
I. Nel 1402 i Lanza riottengono la "terras et castra Ficarre,
Galati, Pilayni et Broli", possedimenti perduti in seguito
alal ribellione di Perrucchio e Corrado Lancia nel 1392. Fazello
definisce, nel 1558, Galati come abitato fortificato; ma nel 1750,
Amico ricorda la fortezza in stato di rudere.
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Descrizione unità topografica e architettonica -
I ruderi della fortezza sorgono sulla sommità di un colle,
lungo i fianchi del quale (parte meridionale) si è abbarbicato
una sostanziale porzione del borgo vecchio di Galati. Solo la
porzione settentrionale del colle si tuffa a strapiombo sulla
vallata del torrente Fitalia, costituendo per l'antico castello
un baluardo difensivo invalicabile. I resti sopraterra sono inerenti
ad un circuito murario che cingeva la sommità dell'altura,
impostandosi per buona parte sulla roccia calcarea che ancor oggi
affiora sul piccolo pianoro. Risulta complesso ricostruire l'originaria
forma del castello. In realtà, oltre le porzioni murarie
che coprono il ciglio del pianoro a settentrione e oriente, per
il resto si possono solo ipotizzare opere murarie simili anche
per meridione e occidente. Si possono distinguere alcuni vani
abitativi entro il perimetro murario, le cui pareti in parte si
innestano sulla roccia calcarea. Non è possibile dare una
precisa datazione dei resti murari.
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Cronologia - il castello sembra esistente già nel
XII secolo.
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Bibliografia - Amari M., BAS, 1880-1, vol. I, pp. 117;
Amico V., Dizionario topografico della Sicilia, tradotto e annotato
da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855-56; Barberi G. L.,
I Capibrevi, a cura di G. Silvestri, 3 voll., Palermo 1879-1888
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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