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Messina,
Castello del S. Salvatore (254 IV N.O. Messina)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Resti di fortificazioni insistono sull'estrema punta della lingua
del porto di Messina.
indice
Descrizione storica - Risale all'XI secolo la edificazione
o la ristrutturazione di una torre, posta all'estremità
della punta del porto, nonché dedicata a S. Anna. Si ipotizza,
infatti, che la suddetta torre venisse eretta nel 1081, all'interno
di un preciso progetto per rafforzare la difese di Messina, almeno
secondo quanto rivelato dal Malaterra. Come è noto, intorno
alla metà del XII, basandosi però su di una volontà
manifestatasi almeno alla fine del secolo precedente, in questi
luoghi sorge il famoso monastero basiliano del S. Salvatore di
Messina "linguae phari". Nel 1282 la torre normanna
resiste all'assedio degli angioini. Solo durante il XVI secolo
avviene, per volontà del governo spagnolo (Carlo V), un
notevole stravolgimento dell'intero complesso. Nel 1537 si erige
un impianto fortificato di nuova concezione, che ingloba le vecchie
fabbriche medievali della torre di S. Anna e del monastero del
SS. Salvatore. Nel 1549 l'esplosione della polveriera del forte
cinquecentesco causa seri danni all'intero castello. Intorno al
primo decennio del XVII secolo vengono ultimate fortificazioni
aggiuntive. Nei secoli successivi due terremoti, nel 1783 e nel
1908, abbattendosi sulle fabbriche del castello con inaudita violenza,
causano danni irreparabili. Soprattutto il terremoto del 1908,
seguito da relativo maremoto, decreta il definitivo abbattimento
delle mura interne al porto nell'anno successivo, 1909.
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Descrizione unità topografica e architettonica -
Si consideri che quanto rimane dell'intero complesso è
di proprietà del Ministero della difesa, Demanio Militare.
La fortezza si distende attraverso una pianta poligonale, che
si adatta alla conformazione naturale della penisola di San Ranieri,
culminando in bastione semicilindrico noto con il nome di "Forte
Campana". Si accede a questo bastione per mezzo di un portale
bugnato, il quale immette in un salone coperto da volta a botte.
In fondo a questo salone è possibile visionare quanto rimane
dell'antica torre di S. Anna, che venne per l'appunto inglobata
all'interno delle fortificazioni cinquecentesche. Dal citato salone
si diparte una rampa di scale che si biforca poco dopo in altrettante
rampe, che conducono in due vani mediani. Proseguendo verso l'alto
si giunge presso un terrazzamento, sul quale si impostano a semicerchio
delle casematte strombate, che un tempo ospitavano considerevoli
bocche di fuoco. Al di sopra di queste casematte si trova un secondo
terrazzamento, un tempo attrezzato al medesimo modo del terrazzamento
sottostante, cioè con bocche di fuoco e camminamenti di
ronda. Tutto l'insieme è stato costruito in pietrame, blocchi
di calcare, frammenti di laterizi, il tutto tenuto insieme da
malta in notevole quantità.
Si accede alle fortificazioni cinquecentesche da un portale del
XVII secolo (bugnato, con stemma asburgico e iscrizione attestante
i lavori ultimati nel 1614), che si innesta su due contrafforti
scarpati, addossati alla vecchia bastionatura, a sua volta caratterizzata
da saettiere per i moschetti. Proteso verso la parte esterna del
porto, un ulteriore baluardo assicura la difesa dell'ingresso,
oltrepassato il quale sulla destra si svolge il muro perimetrale
(si tratta della cortina muraria esterna, quella interna è
andata perduta nel terremoto del 1908), nel quale si osservano
ambienti coperti a volta e sopraelevati rispetto al piano di campagna.
Questo lungo bastione collega il baluardo triangolare che difende
l'ingresso con il baluardo semicilindrico, che occupa l'estremità
della penisola. Inoltre le lunghe cortine murarie un tempo ospitavano
due ulteriori bastioni di forma pentagonale, dei quali oggi sopravvive
solo quello, che si addossa al muro perimetrale esterno.
indice
Cronologia - XI secolo, edificazione della torre intitolata
a S. Anna; XII secolo, edificazione del monastero del S. Salvatore
"in linguae phari"; XVI (1537), edificazione del forte
spagnolo, su ordine di Carlo V.
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Bibliografia - AA. VV., Messina e dintorni, Messina 1902,
pag. 374; Amari M., Storia dei musulmani di Sicilia, 2° ed.,
a cura di C. A. Nallino, 3 voll., Catania 1933- 39, pag. 163;
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Consolo, De Seta, Sicilia teatro del mondo, Torino 1990; Dufour
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cartografia manoscritta 1500 - 1823, Palermo - Siracusa - Venezia
1992; Fazello T., Della Storia di Sicilia deche due, Palermo 1817,
rist. an. Catania 1985; Filangeri C., Monasteri Basiliani di Sicilia,
Messina 1979, pag. 74; Formenti G., Descrizione dell'isola di
Sicilia e delle sue coste, a cura di L. Dufour, Siracusa 1991,
pp. 34, 58; Fulci C., Impianto urbanistico della città
di Messina nel XVI secolo, in Messina il ritorno della memoria,
Palermo 1994, pp. 69-82; Giuffrè M., Castelli e luoghi
forti di Sicilia XII - XVII, pp. 49-54; Grosso Cacopardo G., Guida
per la città di Messina, Messina 1926, rist. an. 1989;
A. Ioli Gigante, Messina, Bari 1980; La Farina G., Messina e i
suoi monumenti, Messina 1840; Mazzarella S., R. Zanca, Il libro
delle torri. Le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI - XX,
Palermo 1985, pp. 315; Negro F., Ventimiglia C.M., Atlante di
città e fortezze del regno di Sicilia 1640, a c. di N.
Aricò, Messina 1992, ff. 47-51; Santoro R., La Sicilia
dei Castelli, la difesa dell'Isola dal VI al XVIII secolo, storia
e architettura, Palermo 1985, p. 115; Sartori C., Il Forte del
S. Salvatore nella zona falcata. L'intervento di restauro della
Soprintendenza BB. CC. AA. di Messina, in "Rivista d'informazione
dell'Ordine degli Architetti di Messina", a. XIX, 4, 1998,
pp. 14-18; Scarlata M., l'opera di Camillo Camilliani, Roma 1993;
Sisci, Chillemi, Lo Curzio, Fortificazioni e arsenali, strutture
storiche e realtà urbana, Messina 1990, pp. 117, 170-171;
White L. T. jr., Il monachesimo latino nella Sicilia normanna,
trad. it. di White 1938, Catania 1984.
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Testi
e fotografie: Giuseppe
Tropea
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