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Forza
d'Agrò
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Peloritani sud-orientali, collina a 420 m. s.l.m.
indice
Notizie Storiche - Magre le notizie storiche riguardanti
l'abitato. Nel 1117 Agrilla è attestato alla maniera di
casale. Nel XIV secolo l'abitato risulta protetto da una cinta
muraria. Le fasi costruttive della fortezza principiano nel XII
secolo: si ritiene che in epoca normanna sia stato eretto il nucleo
principale della fortezza, su ruderi di epoca più antica
(un kastron bizantino?). Filoteo degli Omodei, nel XVI secolo,
descrive già in rovina il castello di Forza d'Agrò.
Solo nel 1595, come è possibile apprendere dall'iscrizione
ancora esistente sulla sommità dell'ingresso principale,
la fortezza è oggetto di ingenti restauri. V. Amico, nella
metà del XVIII secolo, racconta dell'esistenza di "vestigia
dell'antica fortezza". Nella seconda metà del XIX
secolo parte della chiesa e dell'area del castello vengono adibite
a cimitero. Secondo una notizia del Bottari, durante la prima
metà del XX secolo si saccheggia il castello per ricavarne
materiale da costruzione.
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Descrizione unità topografica - Immediatamente ai
piedi della rocca, ove sorge la fortezza, si stendono i cospicui
resti dell'antico abitato di Forza d'Agro. Di possibili origini
medievali, esso è, in linea di massima, formato da piccole
abitazioni, edificate su due piani e all'interno divise, per ciascun
piano, in due semplici vani. In alcune di esse è ancora
possibile distinguere il forno a legna, costruito in muratura
ed utilizzato soprattutto per la cottura del pane. Il villaggio
si è conservato fino ad epoca contemporanea nella sua configurazione
seicentesca e giace, tranne una singola e rara eccezione, del
tutto abbandonato dalla popolazione, la quale ha preferito insediarsi
poco più a valle, probabilmente in conseguenza del devastante
terremoto del 1693. Il piccolo abitato, rispetto ad altri casi
del genere, si presenta come esempio unico di conservazione, per
quanto a volte ignorato dalle autorità preposte alla necessaria
conservazione, al fine di tramandare ai posteri siffatto patrimonio
culturale di inestimabile valore.
L'imponente mole del castello si adatta perfettamente alle asperità
di quella rupe, sulla quale è stato edificato. In realtà
il borgo è difeso da un'appendice del castello, che si
identifica con una torre costruita su di uno sperone di roccia
calcarea. Essa ha pianta poligonale irregolare e su ogni parete
si aprono saettiere, attraverso le quali il piccolo ambiente risulta
sufficientemente illuminato. Alla fortezza si accede mediante
una lunga scalinata, che conduce all'ingresso principale del grande
fabbricato, sulla sommità del quale trovasi la sopramenzionata
iscrizione cinquecentesca. Varcato il cancello si accede alla
cerchia muraria esterna, solo in parte recentemente restaurata.
Subito è possibile notare un congruo numero di deposizioni
tombali che aumenta man mano che si procede in direzione del secondo
ingresso, attraverso il quale si accede alla parte centrale del
castello. Dopo una breve scalinata si giunge ad un ampio spiazzo
invaso da sepolcri databili a partire dal XIX secolo. Il recinto
murario è vasto , la muratura spessa e consistente. Ancora
una volta la maestria degli artigiani ha permesso di adattare
l'intero complesso alle asperità della roccia. Purtroppo
è ormai impossibile ricostruire i corpi di fabbrica compresi
all'interno dei circuiti murari. I ruderi superstiti fanno quasi
interamente capo alla bella chiesa del Crocifisso. La torre campanaria
di questo edificio sacro, attualmente in continuo rischio di crollo,
presenta sulla sommità quattro aperture con archi, delle
quali se ne conservano tre. La parte occidentale della chiesa
è completamente obliterata da un edificio sacro di epoca
più recente ad unica navata, che possiede una copertura
lignea, rivestita all'esterno da coppi in laterizio. La fronte
della chiesa del Crocifisso possiede un portale d'ingresso con
sovrastante finestra quadrangolare. Ancora numerose sono le cisterne,
fondamentali per l'approvvigionamento idrico della guarnigione
militare, un tempo di stanza nella fortezza. In ultimo è
possibile distinguere, nei pressi della parte sommitale del castello,
quella che la tradizione vuole che un tempo fosse la polveriera
dell'intero complesso fortificato. Non esiste prova, però,
che ne confermi la tradizione.
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Cronologia - Fortilizio normanno probabilmente edificato
su di una struttura di epoca precedente.
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Attestazioni documentarie - Epigrafe monumentale presso
la sommità dell'ingresso principale datata al 1595.
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Bibliografia - Amico V., Dizionario topografico della Sicilia,
tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855-56;
Bottari S., Forza d'Agrò, Messina 1929; Bresc H., Motta,
Sala, Pietra: un incastellamento trecentesco in Sicilia, in "Archeologia
Medievale", II, 1975, pp. 428-432; Duro C., La valle d'Agrò,
Verona 1987.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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