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Tripi
(253 III S.E. Novara di Sicilia)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
località Castello, raggiungibile a piedi attraverso un
sentiero dal sottostante comune di Tripi. Montagna, Peloritani
centrali.
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Descrizione storica - Nel 1061 Malaterra menziona una località
con il nome di Scalatribolis, che si vorrebbe identificare con
l'attuale abitato di Tripi. Il geografo arabo Edrisi menziona
Tarbilis (Tripi), come "rocca bella e spaziosa" (qal'a).
Documenti del 1262 ricordano l'abitato come casale, mentre tra
il 1282 e il 1285 Tripi è concessa da Pietro III d'Aragona
a Ruggero di Lauria. Nel XIV secolo il paese è menzionato
in qualità di "terra" e "castrum".
Nel 1392 Tripi è possesso, per concessione, di Guglielmo
Raimondo Moncada; nel 1408 di Luigi Aragona e successivamente
castrum e terre circostanti passano alla famiglia Ventimiglia.
Nel 1451 Pietro Gaetano compra da Federico Ventimiglia la baronia
di Tripi, mantenendone il possesso fino al 1595. Successivamente
beni e titolo passano nelle mani delle famiglie Sammaniati, Marino,
Graffeo, Paratore. Nel 1750 Vito Amico parla del castello come
ancora esistente, ma in rovina.
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Descrizione unità topografica e architettonica -
La fortezza sorge su di una rocca inaccessibile per tre lati.
Lungo le pendici nord-orientali si distende l'abitato di Tripi,
nonché l'unico sentiero che consente l'accesso alla sommità
della rupe. Consistenti ruderi resistono alle sabbie del tempo,
sebbene essi non permettano che una parziale ricostruzione dell'intero
impianto. Si riconoscono le tracce di una cinta muraria, con accenni
di merlature e di una torre, accessibile con probabilità
da meridione. Sul punto più elevato della rocca resistono
i ruderi di un mastio a pianta rettangolare, mentre ad oriente
vi sono tracce di un bastione quadrangolare. La muratura si compone
di pietrame vario non lavorato, tenuto insieme da malta e frammenti
di laterizi, oltre a blocchi di arenaria parzialmente squadrati,
utilizzati nei cantonali.
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Cronologia - incerta, XII/XIII secolo d.C. (?)
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Bibliografia - Amari M., Biblioteca arabo-sicula, Vol.
I, 1880-1881; Amico V., Dizionario topografico della Sicilia,
tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855-56;
Maurici F. Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni,
Palermo 1992; San Martino de Spucches F., La storia dei feudi
e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri
giorni, 10 voll., Palermo 1924-1941; Terranova C., I Castelli
Peloritani del versante tirrenico, Milazzo (ME) 1991.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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