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Taormina
(F.° 262 I S.O. Taormina)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Peloritani sud-orientali, collina a 397 m. s.l.m.
indice
Notizie Storiche - Non serve soffermarsi sulla storia antica
e sulle origini dell'insediamento di Taormina: esse, infatti,
sono ampiamente note attraverso le trattazioni di studiosi moderni
e contemporanei di grande fama e prestigio.
L'abitato, sorto sui fianchi della rocca del "Tauro",
ebbe non indifferente fama anche sotto il dominio bizantino. Purtroppo
le vestigia alto medievali bizantine vennero completamente spazzate
via dalla conquista araba, avvenuta, dopo un lungo ed estenuante
assedio, intorno al 902 d.C. E' nota una rivolta alimentata dai
cristiani di Taormina contro l'invasore arabo durante l'anno 962
d.C. Le conseguenze della fallita ribellione furono funeste: non
si conosce, sebbene si possa facilmente immaginare, la sorte dei
capi della rivolta; al contrario si conosce benissimo che le fortificazioni
dell'abitato furono rase al suolo, nel 969 d.C., per ordine dell'emiro
'Ahmad. Al 1079 risale l'assedio normanno, portato a compimento
attraverso un'abile strategia condotta dal conte Ruggero. L'imprendibilità
della rocca, infatti, fu una caratteristica mantenuta anche in
epoca mussulmana. I normanni, al fine di evitare un lungo assedio,
edificarono all'intorno dell'abitato 22 torri lignee. Lo scopo
delle strutture provvisorie era quello di controllare e tagliare
ogni possibile rifornimento e contatto con l'esterno. Questa strategia
costrinse Taormina alla capitolazione pochi mesi dopo l'inizio
dell'assedio.
Nel 1134 l'abitato è sottoposto al monastero di S. Salvatore
della Placa. Del 1150 è la notizia di Edrisi riguardo alla
presenza di una fortezza "difendevole" edificata sulla
sommità di una rocca, sovrastante l'abitato; anche lo storico
della dominazione normanna in Sicilia e Italia meridionale, Ugo
Falcando, distingue, infatti, l'abitato fortificato dalla fortezza,
sorta su di una rupe sovrastante il paese. Durante il dominio
di Federico II, il castello di Taormina è governato da
un castellano.
Risale al 1353 una fonte, la quale distingue il castello della
"Mola" da quello di Taormina, definito "inferius".
Al XV secolo si documentano restauri e modifiche alle mura della
fortezza.
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Descrizione unità topograficae architettonica - Attualmente sulla
sommità della rocca (m. 397 s.l.m.), che sovrasta il paese,
sorge un imponente castello, che la tradizione vuole di origine
e manifattura mussulmana e che, invece, presenta un'origine avvolta
nelle nebbie del mistero. La struttura occupa una posizione preminente,
controllando, in direzione sud, la valle dell'Alcantara e la costa
ionica meridionale. In direzione nord la vista della sentinella
spazia liberamente, ponendo sotto continuo controllo la costa
ionica settentrionale almeno fino a capo Sant'Alessio. Ad oriente
si stende maestoso per svariate miglia lo Ionio, ad occidente
il riferimento visivo si stabilisce con la fortezza della "Mola"
e monte "Veneretta".
Un angusto sentiero consente l'accesso alla fortificazione. Si
giunge ad una porta, preceduta da un avancorpo scoperto e sorvegliato
da camminamenti di ronda. I resti delle cortine murarie esterne
si innalzano per più di quattro metri. Al contrario i resti
murari interni, a causa di rovinosi crolli, consistono per un'altezza
di non più di un metro. Sempre all'interno sembra possibile
riconoscere resti murari di un precedente impianto. Da cinque
anni il comune di Taormina vieta l'accesso al castello, che, pare,
sia in attesa di restauro. In realtà, privo della minima
manutenzione, rischia letteralmente di sgretolarsi giorno dopo
giorno.
indice
Cronologia - non è possibile definire con esattezza la data di edificazione dell'attuale complesso fortificato.
indice
Bibliografia - Amari M., Biblioteca arabo-sicula, trad.
it., 2 voll., Torino Roma 1880-1881; testo arabo, 2nda ed., a
cura di U. Rizzitano, 2 voll., Palermo 1988; Amico V., Dizionario
topografico della Sicilia, tradotto e annotato da Gioacchino Di
Marzo, 2 voll., Palermo 1855-56; Argeri G., Storia di S. Pietro
Patti attraverso gli avvenimenti più importanti della Sicilia,
Palermo 1984; Bresc H., Un monde méditerranéen.
Economie et société en Sicilie 1300-1450, 2 voll.,
Roma-Palermo 1986 ; Catalioto L., Terre, baroni e città
in Sicilia nell'età di Carlo I d'Angiò, Messina
1995; D'Alessandro V., Politica e società nella Sicilia
aragonese, Palermo 1963; Fazello T., Storia di Sicilia deche due,
Palermo 1817, rist. an. Catania 1985; Maurici F. Castelli medievali
in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo 1992; Maurici F.,
Federico II e la Sicilia. I castelli dell'imperatore, Catania
1997; Mazzarella S., R. Zanca, Il libro delle torri.Le torri costiere
di Sicilia nei secoli XVI-XX, Palermo 1985; Peri I., Città
e campagna in Sicilia, I, Dominazione normanna, "Atti dell'Accademia
di Scienze Lettere ed Arti di Palermo", s. IV, XIII, parte
II, 2 voll., Palermo 1953-56; Pirri R., Sicilia sacra disquisitionibus
et notitiis illustrata, 2 voll., Palermo 1733.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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