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Rometta
( 253 I S.E. Rometta), ultimo baluardo della difesa bizantina
in Sicilia
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
la fortificazione si identifica presso l'estrema sommità
della rocca ove sorge l'abitato di Rometta. Attualmente i ruderi
sono inseriti all'interno del parco "Federico II".
indice
Notizie storiche - Lunga e affascinante si presenta la
storia di Rometta. L'abitato fu ultima roccaforte bizantina, ultimo
baluardo prima della definitiva conquista araba. I musulmani conquistarono
l'abitato nel 965 d.C. Non con grande stupore si apprende che
il paese fu una delle prime conquiste normanne (Falcando, 1061
d.C.) e dopo un ventennio entrò a far parte della Diocesi
di Troina. Il geografo arabo Edrisi, nella sua opera "Il
libro di Ruggero", parla dell'abitato nella stregua di rocca
(qal'a). Nel 1165 il cronista Falcando riporta la notizia secondo
la quale "Rimetulam, castellum fortissimum" venne occupato
dai messinesi, corrompendone il castellano. Durante l'epoca sveva
il castello di Rometta, annoverato fra i castra exempta, è
demaniale e partecipa alla riorganizzazione dei piani difensivi
che interessano la Sicilia di Federico II. La fortezza di Rometta
rimane demaniale per lungo tempo. Poco prima del 1337 ivi soggiorna
Federico III d'Aragona. Nel 1543 l'ingegnere militare bergamasco
Antonio Ferramolino propone di rafforzare le difese dell'urbe
per mezzo di un potenziamento della cinta urbana, abbattendo le
case che ad essa si appoggiano, al fine di creare un corridoio
di servizio largo 40 palmi, nonché costruire grossi merli
per resistere ai colpi dell'artiglieria. I secoli successivi al
XVI vedono fortezza ed abitato coinvolto in varie operazioni militari,
una volta è coinvolto (1674) nelle operazioni militari
legate alla rivolta antispagnola di Messina. Nel 1684 la fortezza
entra a fare parte delle operazioni militari contro le truppe
francesi. Durante la campagna di riconquista spagnola dell'isola
(1718-1719) il castello funziona da base operativa. Nel 1735,
ancora una volta, entra a fare parte delle operazioni militari
contro le truppe spagnole.
Nel 1757 l'abate Vito Amico definisce il castello di Rometta "fortezza
molto ampia".
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Descrizione unità topografica e architettonica - la fortezza sorge
sulla sommità ultima della grande rocca che ospita l'abitato
di Rometta. Occupa dunque una posizione dominante sia rispetto
al paese, sia rispetto al territorio circostante. E' possibile,
secondo la complessa orografie dei luoghi, che il castello fosse
servito da una serie di fortezze secondarie, edificate su alcuni
promontori, esistenti nei pressi della rocca principale. Attualmente
il castello consta di pochi ruderi, sebbene i resti continuino
a presentarsi imponenti nella loro mole. I ruderi più cospicuio
sono ad oriente; quivi trova posto presumibilmente il mastio,
nominato tradizionalmente "palatium". Il palatium si
compone di due corpi quadrangolari adiacenti e dei due, il maggiore
si presenta suddiviso in due ambienti da un muro di spina, ancora
oggi esistente. La torre occidentale si presenta manifestamente
più piccola (metri 7,50 per 6,50) nelle proporzioni e dimensioni,
sebbene anch'essa presenti una tecnica edilizia pressoché
identica, composta da pietrame di calcare leggermente o non sbozzato,
inzeppato da laterizi, nonché cantonali, per quel che rimane,
rinforzati e composti da bei conci squadrati. In ultima analisi
tra i due grandi corpi di fabbrica si possono ancora osservare
gli ultimi resti della cinta muraria del castello, nella forma
di un basso muro di cinta, che collega le due grandi torri sia
a nord, che a sud.
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Cronologia - probabile origine al XIII sec. d.C.
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Bibliografia - Agnello G., L'architettura civile e religiosa
in Sicilia in età sveva, Roma 1961; Amari M., BAS, 1880-1,
vol. I, pp. 117,425-428, 669; Amico V., Dizionario topografico
della Sicilia, tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, 2 voll.,
Palermo 1855-56; Bruschi, Miarelli Mariani, Architettura sveva
nell'Italia meridionale. Repertorio dei castelli federiciani,
Firenze 1975; Mozzarella S., Le case di Marte, in Messina e la
sua provincia, "Kalòs - Luoghi di Sicilia", 7,
dic. 1993; ; Maurici F., Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini
ai normanni, Palermo 1992; Pirri R., Sicilia sacra disquisitionibus
et notitiis illustrata, 2 voll., Palermo 1733; Sthamer E., Die
Verwaltung der Pastelle in Konigreich Sizilien unter Kaiser Friedrich
II, und Karl I von Anjou, Leipzig 1914, trad. ital. Bari 1995;
Terranova C., I Castelli Peloritani del versante tirrenico, Milazzo
(ME) 1991.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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