|
Montalbano
Elicona (253 III
S.O. Montalbano Elicona)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Centro urbano, il castello sorge sulla sommità del colle,
che domina il sottostante abitato, tra Nebrodi e Peloritani.
indice
Notizie storiche - Si ritiene che il nucleo del castello
risalga al XII secolo, successivamente rimaneggiato ed ampliato
nel XIII e XIV secolo, epoca in cui la fortezza sembra essere
ricostruita per volontà di Federico III d'Aragona (1296-1337).
Nel XIX secolo avvengono ulteriori lavori di adattamento.
Storicamente Edrisi (1150 d.C.) menziona Montalbano in qualità
di Qal'a. Il medesimo abitato si ribella a Federico II nel 1232
e sotto il breve regno di Manfredi appartiene a Bonifacio Lancia.
Lungo tutto il XIV secolo si ricorda paese e fortezza in qualità
di "castrum" o "terra e castrum". Nel 1358
pare che esista, all'interno del castello, un edificio sacro dedicato
alla SS. Trinità. Alla fine del XIV secolo "terra
e castrum", tramite confisca, da Artale Alagona, passano
in mano di Berengario de Cruilles, per volontà di Re Martino
I. Ai Cruilles succede, nel 1408, Tommaso Romano, il cui omonimo
erede, però, nel 1463 perde il possesso dell'abitato e
della fortezza per un'accusa di omicidio; tuttavia la regia corte
pare restituire tutti i diritti di possesso, previo pagamento
di una salata multa di onze 400. Nel 1623 Giacomo Bonanno Colonna
è il primo duca di Montalbano. Il destino del castello
è comunque triste: l'ultimo duca, Giuseppe Bonanno Branciforti,
nel 1805 cede, causa debiti, l'intero maniero ai Gesuiti, i quali
lo modificano secondo i loro bisogni.
indice
Descrizione unità topografica e architettonica - La fortezza sorge
su di un poggio, che sovrasta e domina l'abitato, il quale, in
relazione al nucleo più antico, occupa i fianchi e le pendici
dell'altura. Per quanto la posizione sia prominente e il castello
svolga l'importante funzione di controllare i passi che dai Nebrodi
conducono ai Peloritani e viceversa, in direzione di Tripi, Novara
di Sicilia e Roccella Valdemone, l'altura, su cui sorge la fortezza,
non domina l'ambiente circostante. In effetti l'attuale e vicino
parco dell'Argimusco trova luogo in alture ben più imponenti,
per quanto, forse, esse non offrano adeguate condizioni ambientali
per l'edificazione di una struttura fortificata dedicata alla
salvaguardia dell'intera zona.
In relazione alla pianta del castello, è possibile distinguere
due corpi di fabbrica: il più antico, forse normanno, si
compone di un rettangolo, protetto al centro dei lati corti da
due imponenti torri merlate a pianta quadrata quella meridionale
e a pianta pentagonale quella settentrionale. Si tratta del mastio,
oggi per metà diroccato e ricoperto di rovi ed edera. Di
questo primo nucleo fortificato esistono due ingressi: uno ad
ovest, che immette direttamente sulla corte, l'altro ad est, che
è sormontato da un arco a sesto acuto.
Il secondo nucleo, posto più in basso rispetto al primo,
è rappresentato da un recinto, che, nella forma geometrica
di un quadrangolo, si adatta al resto dello spazio offerto dalla
rupe. Si possono qui cogliere similitudini con il castello di
Calatabiano, presso il quale ad un nucleo originario di epoca
probabilmente normanna, fece seguito un successivo ampliamento,
rivolto ad occupare il resto dello spazio presente sull'altura.
Del recinto quadrangolare si distingue un primo ordine composto
da una serie di grandi feritoie o saettiere alte più di
due metri e larghe sette o otto cm. in pietra d'intaglio; un secondo
ordine formato da 18 finestre e due portali. Complessivamente
la muratura si compone di blocchi di arenaria di varie dimensioni,
pietrame non lavorato, laterizi, il tutto legato da malta di buona
qualità. Al solito i cantonali e le aperture sono rinforzati
con blocchi ben squadrati. All'interno del secondo nucleo si distinguono
tre settori principali, comunque rimaneggiati durante l'occupazione
dei Gesuiti nel XIX secolo. Al centro della porzione meridionale
del secondo nucleo del castello si appoggia, alla parete interna,
una cappella (palatina) a pianta quadrata e cupola ottagona.
indice
Cronologia - XII/XIII sec. d.C. (?).
indice
Bibliografia - Amari M., Biblioteca arabo-sicula, Vol.
I, 1880-1881; Amico V., Dizionario topografico della Sicilia,
tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, 2 voll., Palermo 1855-56;
Fazello T., Le due Deche della Historia di Sicilia, Venezia 1573;
Ganci Battaglia, Vaccaro, Aquile sulle rocce ( castelli di Sicilia),
Palermo 1968; Gregorio R., Biblioteca scriptorum qui res in Sicilia
gestas sub Imperio Aragonum rettulere, voll. 2, Palermo 1791-92;
Lanza Tommasi, Sellerio, Castelli e monasteri siciliani, Palermo
1968; Lisi Raccuglia, Montalbano, Ragusa 1899; Maurici F. Castelli
medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo 1992;
Maurici F., Federico II e la Sicilia. I castelli dell'imperatore,
Catania 1997; Peri I., Città e campana in Sicilia, I, Dominazione
normanna, "Atti dell'Accademia di Scienze Lettere ed Arti
di Palermo", s.IV, XIII, parte II, 2 voll. Palermo 1953-56;
San Martino de Spucches F., La storia dei feudi e dei titoli nobiliari
di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni, 10 voll., Palermo
1924-1941; Terranova C., I Castelli Peloritani del versante tirrenico,
Milazzo (ME) 1991.
indice
Foto
e Testi: Giuseppe Tropea
|
|











|