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Mongialino
(269 III S.O. Monte Crunici)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Il
BLOG su Mongialino
Unità
di paesaggio - Collina a 487 m. s.l.m.
indice
Notizie storiche - Il colle, presso la sommità del
quale sorge il castello, ha restituito tracce e reperti risalenti
all'età del bronzo (XII/XI sec. a.C.). In epoca medievale
abbiamo notizie tramite l'opera geografica di Edrisi, il quale
parla del casale malga al-Khalil (rifugio di Khalil). Nel 1199
Bartolomeo de Lucy dona alla figlia Margherita l'insediamento
di Mineo e probabilmente anche quello di Mongialino. Agli inizi
dell'anno successivo la stessa Margherita rinuncia ai possessi
donatele dal padre e Mongialino appartiene ad un Manfredi signore
di Mazzarino. Nel 1287 l'insediamento torna alla corona e nel
1320 è feudo di Blasco Lancia. Nel 1355 Mongialino viene
occupata da Manfredi Chiaramonte conte di Modica. Nel 1558 lo
storico ecclesiastico Fazello ricorda l'esistenza del castello
e nel 1757 l'abate Vito Amico definisce quasi intere gli edifici
del castello e ricorda il tentativo di ridare vita all'insediamento
durante il XVII secolo.
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Descrizione unità topografica - Il castello sorge
su di un colle roccioso sul limitare del vallone del torrente
Pietralunga, affluente del fiume dei Monaci e del fiume Gornalunga.
La fortezza si compone di un singolare dongione o mastio circolare
e di una cinta muraria poligonale, presso la quale si conservano
ancora parte delle merlature. Vito Amico afferma di distinguere,
nel XVIII secolo, la presenza di una porta d'ingresso con corrispondente
ponte levatoio, dei quali oggi non rimane più traccia.
Il torrione circolare possedeva un diametro complessivo di 21
metri, con uno spessore murario esterno di circa 2,10 m. e un
diametro del nucleo interno di circa m. 8,35. L'ambiente anulare
interno presenta una larghezza di m. 4,12 ed è ancora in
parte coperto da volte a botte, edificate in conci regolari e
rinforzi di archi radianti impostati sulla muratura. Sempre Amico
ricorda dell'esistenza di ben quattro elevazioni, mentre attualmente
si conservarono parzialmente il piano terreno e pochi ruderi del
primo piano, del quale si intuisce una copertura medesima a quella
del piano inferiore. Si ritiene, comunque, che gli ulteriori piani
si caratterizzazzero tramite solai lignei che dividevano a metà
i due piani principali, pian terreno e primo piano. Il nucleo
centrale del cilindro presenta singolarmente al suo interno una
cisterna, che raccoglieva le acque piovane convogliate dalla copertura,
la quale, secondo quanto scrive Amico, era rivestita da lamine
di piombo. Esiste una seconda cisterna sotto il cortile cintato.
Purtroppo l'equilibrio statico dell'edificio è quasi del
tutto compromesso e sarebbero necessari degli interventi mirati
al consolidamento di quanto rimane di questa splendida quanto
rara struttura fortificata.
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Cronologia - XIII secolo d.C.
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Bibliografia - Amico V., Dizionario topografico della Sicilia,
2 voll., Palermo 1855-56; Tomarchio G., La fortezza di Mongialino,
Caltagirone (CT), 1987.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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