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Castiglione
di Sicilia (Castiglione
di Sicilia F.° 262 IV S.E.)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità
di paesaggio -
Versante meridionale della Valle dell'Alcantara , collina a 621
m. s.l.m.
indice
Notizie Storiche - Storicamente l'abitato di Castiglione
presenta origini rupestri agli inizi dell'XI secolo d.C. In quel
tempo l'insediamento si identifica con la chiesa dedicata a S.
Barbara. Nel 1082 d.C. si ricorda il sito sotto il nome di "Castillo"
ed appartiene alla diocesi di Troina. Del 1092 d.C. è la
famosa denominazione di "Castrileonis", da un documento
di Ruggero I relativo al monastero di S. Salvatore della Placa.
Al XII secolo risale, sembrerebbe, la prima pianificazione urbana
del sito, almeno per quanto riguarda l'epoca medievale. In tale
periodo vengono edificate la cinta muraria e la torre sullo sperone
di roccia più alto del rilievo, denominata "Solecchia".
A tale proposito, nel 1150 d.C., Idrisi ricorda Castiglione come
un sito elevato, fortificato, popoloso e opulento. L'anno successivo
risulta appartenere alla diocesi di Messina col nome di "Castellio",
ripetuto successivamente nei diplomi fino al 1236. Proprio alla
fine del XIII secolo avviene la trasformazione in feudo di Castiglione,
con la conseguente edificazione, presso la fortezza, della parte
residenziale, addossata alle mura del borgo già esistenti.
Si alternano più famiglie alla reggenza del feudo: nel
1272 appartiene ai De Alveria; i Lauria ne ottengono il possesso
nel 1283 e nel 1303 ha la reggenza l'infante Giovanni, duca di
Randazzo. Successivamente sarà la famiglia Gioeni a controllare
il feudo di Castiglione, almeno fino al 1602, anno in cui il borgo
viene elevato a principato.
L'intero insediamento subisce gravissimi danni nei terremoti del
1693 e del 1908. Il sito è abitato ancora in epoca contemporanea.
indice
Descrizione unità topografica e architettonica - Castiglione sorge
su di una collina, che domina la sponda meridionale del fiume
Alcantara. Sulla sommità del rilievo è presente
uno sperone di roccia marnosa, difficilmente accessibile e facilmente
difendibile. Lo sperone si divide in due parti. La parte ovest
si suddivide a sua volta in due livelli, dei quali quello inferiore
ospita la residenza fortificata, che gira sui tre lati della piattaforma
rocciosa, adattandosi alle asperità del luogo. Nel livello
superiore sorge la torre detta "Solecchia", datata,
con incertezza, ad epoca normanna. Di tale costruzione, che presenta
una pianta quadrangolare, si conserva circa un terzo dell'originario
impianto, presentando chiaramente le devastazioni sofferte a causa
dei terremoti del 1693 e del 1908.
La parte orientale della piattaforma di roccia offre un blocco
monolitico marnoso, accessibile solo artificialmente attraverso
una scalinata ricavata nella pietra. Sulla sommità si osserva
la presenza del "Castelluccio", una fortificazione a
pianta irregolare, che si adatta con grande maestria alla natura
del luogo, sfruttandone perfettamente la sua imprendibilità.
Attualmente l'origine di siffatta struttura è avvolta nel
mistero. I resti murari ancora presenti offrono una tecnica edilizia,
che risulta inesistente presso il castello grande: la muratura
è composta da conci di medie dimensioni (circa 40 per 30
cm.) perfettamente squadrati e ricavati dalla pietra calcarea
locale, legati fra loro da una malta di buona qualità.
Che l'edificio fosse ben più di una torre lo si può
ben capire dalla presenza, all'interno delle mura, di un invaso
per l'acqua scavato nella roccia stessa.
Si è voluto paragonare il "Castelluccio", con
la torre "Cannizzo" esistente ai margini dell'abitato
di Castiglione, edificata con pietre di calcare locale abilmente
squadrato e presentante una pianta circolare e base a "scarpa".
A ben guardare, però, parrebbe che entrambe le tecniche
edilizie non presentino una assoluta identicità.
Riguardo al "Castelluccio", qualora fosse possibile
dimostrare differenze evidenti con la torre "Cannizzo",
si potrebbe azzardare una datazione risalente al periodo bizantino,
visto che non poche sarebbero le similitudini edilizie con costruzioni
del genere presenti in Africa. Infine, ad ulteriore prova della
possibile origine bizantina dell'edificio, si consideri che la
vallata immediatamente sottostante, dominata dalla rupe di Castiglione,
offre numerosissime tracce di antica frequentazione fino all'IX
secolo d.C. L'elemento più evidente di siffatta frequentazione
è rappresentato dalla meravigliosa chiesetta bizantina
a pianta basilicale dedicata a S. Domenica. L'ipotesi di una fortezza
bizantina sulla rocca di Castiglione, posta a guardia di un possibile
insediamento sorto nella vallata, non sarebbe del tutto inverosimile.
Solo ulteriori ricerche potranno sciogliere i misteri presenti
attorno a siffatta struttura.
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Cronologia - XI secolo (?)
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Bibliografia - Amico V., Dizionario topografico della
Sicilia, tradotto e annotato da Gioacchino Di Marzo, 2 voll.,
Palermo 1855-56; Cordaro Clarenza V., Notizie per Francavilla,
Catania 1848; De Roberto F., Randazzo e la valle dell'Alcantara,
Bergamo 1909; Filoteo degli Omodei, Descrizione della Sicilia
(1557), dal ms della biblioteca Comunale di Palermo segn. Qq G
71, in G. Di Marzo, Biblioteca storica e letteraria di Sicilia,
XXIV, rist. an. Sala Bolognese 1974; Gangi Battaglia, Vaccaro,
Aquile sulle rocce (castelli di Sicilia) , Palermo 1968; Magnano
di San Lio E., I castelli di Castiglione di Sicilia, in
"Documenti dell'IDAU", 9, Catania 1985; Magnano di San
Lio E., Il cuore medievale di Castiglione, in "Etna
Territorio", 17, 1993, pp.27-29; Maurici F., Castelli
medievali di Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo 1992;
Mazzarese Fardella E., Il Tabulario Belmonte, pag. 48,
Palermo 1983; Sardo Sardo V., Castiglione città demaniale
e città feudale, Palermo 1910; Terranova C., I castelli
dell'Etna, in Etna, il vulcano e l'uomo, Catania 1993.
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Testi
e fotografie: Giuseppe Tropea
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