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Castellammare del Golfo (248 II S.E. Castellammare
del Golfo)
Unità
di paesaggio
Notizie
storiche
Descrizione
unità topografica e architettonica
Cronologia
Bibliografia
Unità di paesaggio
- Centro abitato, porto di Castellammare del Golfo.
indice
Descrizione unità storica
- Edrisi, nel 1150 d.C., cita Castellammare del Golfo come "hisn",
fortezza, inoltre conosciuta con il nome di al madarig, "le
scale". L'autore ricorda che il castello risulta edificato
"intorno ad un fosso intagliato nella montagna" e che
"si entra nella fortezza per un ponte di legno che si leva
e si rimette come si vuole" (M. Amari, BAS, I, pag. 81).
L'edificio fortificato rientra nel censimento dei castelli siciliani
operato dagli angioini nel 1273 (Sthamer 1914, p. 21) in qualità
di castello demaniale (castrum ad mare de gulfo). Nel 1314 Roberto
d'Angiò conquista Castellammare, la cui guarnigione si
arrende pare senza opporre resistenza (Muntaner, p.334). Il possesso
dell'abitato dura solo due anni, nel 1316 Bernardo da Sarrià
riconquista la fortezza con trecento uomini inviati da Palermo.
Nel 1337 Castellammare del Golfo, Calatubo e Borghetto vengono
concessi in feudo a Raimondo Peralta. Nel 1356 Michele da Piazza
ricorda Castellammare in qualità di "castrum".
Nel 1537, nell'ambito del progetto di fortificazione delle coste
siciliane, anche la suddetta fortezza è oggetto di ampliamenti,
con l'edificazione di un "baluardus seu turrigluni di l'artiglaria".
Nel 1554 Castellammare, insieme al castello e alla tonnare, passa
in feudo a Pietro de Luna. Fazello, nel 1558, ricorda il paese
come piccolo abitato fortificato.
indice
Descrizione unità topografica
e architettonica - L'edificio fortificato in origine venne
edificato su di uno sperone di roccia a ridosso del mare e collegato
alla terraferma per mezzo di un ponte levatoio ligneo, il quale
in epoca imprecisata si riedificò in muratura e strasformato
in permanente. Il ponte esiste ancora ai giorni nostri e scavalca
il fossato ricavato dal taglio della roccia. Il corpo di fabbrica
possiede una base scarpata, esistente già nel 1578, secondo
quanto è possibile osservare dall'acquerello dello Spannocchi.
Dal medesimo disegno si osserva anche il muro di cinta dell'abitato
posto a ridosso del castello.
La possente bastionatura della fortezza risulta ulteriormente
rinforzata da un torrione circolare posto a settentrione, forse
edificato durante la ristrutturazione del 1537 (
seu turrigluni
).
Invece gli ambienti abitativi si dislocano nella porzione meridionale
del castello e si caratterizzano, all'esterno, per la presenza
di grandi balconi con mensole, certamente frutto di successivi
rifacimenti, giacché essi sono inesistenti nell'acquerello
dello Spannocchi.
indice
Cronologia - possibile primo impianto risalente all'XI
sec. d.C.; al XVI sec. risalgono i rifacimenti maggiori; agli
inizi del XIX sec. probabile edificazione del ponte in muratura.
indice
Bibliografia - Amico V.,
Dizionario topografico della Sicilia, 2 voll., Palermo 1855-56,
vol. I, pp. 257-259; G. L. Barberi, I Capibrevi, a c. di G. Silvestri,
3voll., Palermo 1879-1888, p. 367-368; S. Bozzo, Notizie storiche
del sec. XIV, Palermo 1882, pp. 404-406; A. Drago Beltrandi, Castelli
di Sicilia, Milano 1956, pp. 168-169; T. Fazello, De rebus siculis,
Catania 1749, I, IX, I, p. 612; G. Ganci Battaglia, Vaccaro, Aquile
sulle rocce (castelli di Sicilia), Palermo 1968, 464-465; F. Maurici,
Castelli medievali in Sicilia. Dai bizantini ai normanni, Palermo
1992, pag. 278; Peri I., Città e campagna in Sicilia, I,
Dominazione normanna, "Atti dell'Accademia di Scienze Lettere
ed Arti di Palermo", s. IV, XIII, parte II, 2 voll., Palermo
1953-56, pp. 182-183; P. M. Rocca, Notizie storiche su Castellammare
del Golfo estratte dall'archivio dei notai defunti alcamesi, in
"Archivio Storco Siciliano", n.s., X, 1885, p. 314;
M. Scarlata, l'opera di Camillo Camilliani, Roma 1993, pp. 211,
214, 380, 383; F. San Martino de Spucches, La storia dei feudi
e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai giorni
nostri, vol. II pag. 36, vol. III pp. 363-369; T. Spannocchi,
Marine del regno di Sicilia, Catania 1993.
indice
Testi:
Giuseppe Tropea
Fotografie:
Fabio Grasso
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